Incalzano le polemiche sul Festival di Sanremo.Senza citare la performance di Benigni ne' le polemiche sulla canzone "Luca era gay" presentata da Povia, l'Osservatore Romano stronca oggi in una nota la prima serata del Festival di Sanremo, al quale consiglia di "tentare di recuperare una sana dimensione di promotore di musica popolare". In particolare, il giornale vaticano definisce "surreale" la scelta di "scomodare il gregoriano per poi presentare sul palco personaggi che, complice la diretta, sembrano a disagio proprio con il canto. Qualcuno pretendera' che per esibirsi occorrano doti vocali e tecnica, ma si tratta di critici musicali ormai superati e senza speranza. Con buona pace degli ottimi professori dell'orchestra chiamati anche a tamponare improvvise falle canore". "Puccini - ricorda l'articolo a firma di Marcello Filotei - lo eseguono gia' in tutti i teatri dell'opera del mondo, in continuazione, non c'è bisogno che un'artista straordinaria come Mina, nascosta dietro i riverberi dei mixer digitali, renda insapore una delle arie piu' note della lirica. Largo alla musica popolare, in tutti i suoi risvolti, ma scritta da chi sa ancora tracciare sul pentagramma un motivetto di facile presa, o un ritmo irresistibile. Rap, pop, rock, melodico, jazz, etno, va bene tutto, ma il microfono sia offerto solo a quanti ne garantiscano l'incolumita', ma non sembra che siano poi molti, e la bacchetta del direttore solo a chi assicuri di avere frequentato non le polverose aule dei conservatori, ma almeno le peripezie bandistiche del maestro Antonio Scannagatti, il cigno di Caianello reso immortale da Toto'". (Fonte Agi)
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