lunedì, febbraio 16, 2009

Sanremo: davanti all'Ariston per salvare le api

Un lungo striscione davanti al Teatro più famoso al mondo, che si appresta ad ospitare il Festival della Canzone Italiana, per dire: "Salviamo le Api". Quest'opera di sensibilizzazione del 2008 e che riguarda un progetto europeo di ecologia "We save the bees - Salviamo le api" " ha come Presidente del Dipartimento di Apicoltura dell' Ass. no profit Ucepe, Aldo Regolo. Uno dei promotori è l'Apicoltore, Luigi Nardini . In questi 5 giorni di gara canora Nardini, noto sosia di Luciano Pavarotti, sarà presente nella città dei fiori, per informare i cittadini che senza Api non vi sarebbe più vita nelle nostre campagne. "Per migliorare l'ambiente in cui viviamo - dice Nardini - serve la collaborazione di tutti oltre alle istituzioni,idee e proposte atte a migliorare il nostro stile di vita".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Tanti non lo sanno, ma dalla vita delle api dipende la nostra stessa esistenza su questo pianeta.

Anonimo ha detto...

Il processo di estinzione delle api e la teoria di Albert Einstein.
Le api sono a rischio estinzione....
la loro diffusione sul pianeta si è quasi dimezzata.

Secondo una teoria di Einstein, questo è un brutto presagio per il nostro pianeta, in quanto diceva che da quando le api avrebbero cominciato a morire, all’uomo sarebbero rimasti solo quattro anni di vita. Facendo un breve calcolo si arriva a comprendere che l’anno indicato è il 2012.
Ovviamente non credo che nel 2012 scomparirà anche l’ultimo uomo, ma che sicuramente la Terra è arrivata ad avere un livello di inquinamento altissimo.
Einstein con la sua teoria intendeva farci porre un’attenzione particolare a questi insetti, dai quali dipende l’impollinazione di oltre il 50% delle produzioni di frutta (meloni, fragole, kiwi ecc.), che altrimenti non sarebbero possibili. Questa specie ha un’importante funzione di bioindicatore ambientale per l’alta sensibilità con cui reagisce alla presenza in un territorio di inquinanti (metalli pesanti, pesticidi, isotopi radioattivi) che raccoglie sul suo corpo durante i voli di bottinamento; molti studi di valutazione dello stato di inquinamento di un territorio sono stati eseguiti in Italia e nel mondo, verificando il livello di determinate sostanze nel corpo delle api e nei suoi prodotti.
Lo scienziato aveva cercato anche di mettere in guardia l’uomo dallo sfruttamento apicolturale, ma è esattamente quel che succede da anni e anni. Sembra che per le api l’apicoltura sia una pratica dannosa perché, nonostante la professionalità degli addetti, non è un processo del tutto naturale. In linea generale, un alveare è devoto ad un’ape regina, considerato che in questa pratica, essa viene sostituita periodicamente a lungo andare questo crea spaesamento all’interno dell’alveare. Un altro elemento che sembra aggravare questo effetto è rappresentato dalle onde elettromagnetiche, che influirebbero negativamente sull’orientamento e sul ritorno all’alveare dopo l’impollinazione.
Ma non è tutto, già nel Maggio 2007 Legambiente e Unaapi, l’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, avevano deciso di scrivere ai ministri della Salute e dell’Agricoltura al fine di sollecitarne l’attenzione sul preoccupante fenomeno – ormai drammaticamente evidente anche in Italia – della moria delle api a causa della diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici in agricoltura. Vi riporto parte dell’articolo. “I fitofarmaci in causa sono quelli contenenti molecole neonicotinoidi, che sin dalla loro introduzione in agricoltura in Francia, nel 1991, hanno espresso effetti letali sulle api, determinando dei pronunciamenti giudiziari che, in osservanza al principio di precauzione, hanno vietato l’uso di questi pesticidi su molte colture. “Sarebbe un errore pensare alla moria delle api come a un problema solo per gli insetti o per gli apicoltori. Le api rappresentano infatti un sensibile indicatore di ben più rilevanti conseguenze all’insieme dell’equilibrio ambientale. E se un pesticida può risultare così dannoso per l’ape – ha precisato Panella - riteniamo debbano essere approfonditi anche tutti i potenziali effetti sull’intera catena alimentare e quindi sull’uomo”. Il presidente di Unaapi ha poi ricordato che in Francia sono state emesse sentenze dal più alto organo giudiziario che confermano il mancato rispetto delle garanzie necessarie rispetto ai due principi attivi incriminati, mentre in Italia c’è stato “un silenzio assordante in risposta a tutte le denuncie e agli allarmi espressi da diversi e autorevoli soggetti”. Legambiente e Unaapi hanno pertanto chiesto ai ministri di attivarsi per “l’immediata sospensione dei preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e di predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l’autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati ma nel medio e lungo periodo per tutto l’insieme delle forme viventi”.”
Le cause in grado di provocare queste gravi perdite di api sono pertanto diverse e talvolta non ancora ben identificate, anche se sono in buona parte da imputare agli avvelenamenti, al riscaldamento globale e alle onde elettromagnetiche. Purtroppo la situazione appare ogni anno più preoccupante e, se non fosse per la notevole capacità di recupero di questi preziosi insetti, la sopravvivenza delle api e dell’apicoltura in generale sarebbe in grave pericolo.”
Il fenomeno non va sottovalutato e si auspica che vengano intraprese opportune azioni prima che il danno al patrimonio apistico e all’azione pronuba svolta dalle api, a garanzia della sopravvivenza di tante specie, sia irreversibile.”
Fonte: http://sonocomelaneve.splinder.com/post/18514638