Questo appuntamento appena concluso rappresenta un fatto importante a cui dare il giusto risalto, e che ha segnato un punto di svolta nelle politiche di sviluppo della nostra Regione. Oltre ventimila volontari attivi, quasi diecimila occupati, servizi offerti a più di cinquantamila cittadine e cittadini fanno oggi del privato sociale ligure una forza economica e sociale a cui occorre dare, complessivamente, maggiore credito. “Un riconoscimento dovuto non solo per i numeri che l'insieme del Terzo Settore ligure muove ogni anno, e che sono davvero significativi - come ha sottolineato Matteo Lupi - ma per la forte e sacrosanta rivendicazione di un ruolo non più accessorio nella società moderna e non più culturalmente subalterno alle Istituzioni e quindi alla politica. Non si tratta di rivendicare ruoli e funzioni di altri pezzi importanti delle nostre comunità ma di mettere in campo una forte, unitaria e decisa strategia tesa a definire, una volta per tutte, il Terzo Settore come interlocutore sociale a tutti gli effetti”.
Matteo Lupi è molto schietto e deciso nell’osservare - “Per i più il Terzo Settore è un erogatore di servizi e/o la task force con la quale intervenire nelle situazioni di emergenza, e a cui le Istituzioni non riescono più a rispondere”. Certamente non è facile, le risorse in campo a cui ci si riferisce parlando di Terzo Settore è un insieme variegato di sensibilità culturali, un mondo sostenuto da tre gambe importanti: volontariato, cooperazione sociale e associazionismo di promozione sociale, differenti tra loro, ma parte integrante per un nuovo modello di sviluppo. “E’ importante - prosegue Lupi - il luogo comune condiviso da questi tre attori, che è appunto il Forum del Terzo Settore svoltosi a Genova, unitario nella forma e sempre più negli obiettivi. I lavori della Conferenza Regionale di questi giorni cadono tra l’altro in una fase nuova per il Forum del Terzo Settore partita proprio dal livello nazionale. Anche il sistema dei CSV affronterà una nuova fase di sperimentazione, e il Ce.S.P.Im è pronto a affrontarla. Ci sono tutti gli elementi perché queste sfide possano davvero segnare un punto di partenza importante per lo sviluppo della Liguria grazie anche al ruolo che ha deciso di svolgere la Regione Liguria. E’ un percorso in cui io e il Ce.S.P.Im crediamo molto.”
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