
Wojtyla che ogni sera benediceva Roma dalla finestra si sentiva figlio del popolo fino in fondo. Ha donato e ricevuto tanto amore, ha aperto un varco nel mondo per far entrare Cristo, donando energia spirituale.
Nel corso del suo pontificato ha compiuto 250 viaggi pastorali, cambiò il mondo riformando la Chiesa. Sempre amorevole con i giovani, era appassionato di sport, amava la montagna ed era appassionato della poesia. Era un uomo che ha sofferto molto.
Tornando alla festa di oggi, anche la reliquia di Wojtyla - una piccola ampolla col suo sangue contenuta in un reliquiario d'argento - è stata inquadrata dalle telecamere di tutto il mondo presenti per la beatificazione, mentre veniva portata sull'altare da suor Tobiana, che per 27 anni ha servito nell'appartamento papale, e da suor Marie Simon-Pierre, la cui guarigione dal Parkinson ha aperto la strada alla beatificazione. ''Ha aperto a Cristo la societa', la cultura, i sistemi politici ed economici, invertendo con la forza di un gigante - forza che gli veniva da Dio - una tendenza che poteva sembrare irreversibile'', ha detto Benedetto XVI durante l'omelia della messa, ricordandone l'appello di inizio pontificato. ''Quella carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e all'ideologia del progresso - ha aggiunto -, egli l'ha legittimamene rivendicata al Cristianesimo, restituendole la fisionomia autentica della speranza''. La sua festa sarà celebrata ogni 22 ottobre e da oggi può essere venerato in tutto il mondo come se fosse già Santo.
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