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domenica, aprile 05, 2009

TELECOM: UTENTE MUORE I FIGLI CHIEDONO IL DISTACCO DELLA LINEA TELEFONICA… MA PER L'AZIENDA E' INDISPENSABILE L'AUTOCERTIFICAZIONE DEL DEFUNTO STESSO

A dir poco paradossale la vicenda segnalata oggi dal Codacons e avvenuta a Catanzaro. Un utente muore, i figli chiedono alla Telecom il distacco della linea telefonica, ma l'azienda comunica che non può procedere senza un autocertificazione di morte da parte del defunto stesso. E quando questa autocertificazione non arriva, Telecom minaccia azioni legali contro il cittadino deceduto. Questi i fatti avvenuti solo pochi giorni fa: il signor Salvatore, residente a Catanzaro e intestatario di una linea telefonica, muore. I familiari dello scomparso inviano così alla Telecom la richiesta di cessazione dell'utenza, allegando come da prassi il certificato di morte e il codice fiscale del defunto.L'azienda telefonica riceve la documentazione e risponde inviando una comunicazione al defunto per informarlo di aver "tentato di contattarla telefonicamente nei giorni scorsi, purtroppo senza successo', e lo invita a spedire copia del certificato di morte ovvero - e qui si sconfina nella farsa - una "autocertificazione' debitamente sottoscritta da lui … il defunto stesso!!! Ovviamente tale documentazione è difficile da produrre, soprattutto per chi ormai è stato costretto a dire basta, e per sempre, alle stupidità umane. Nella stessa comunicazione Telecom manifesta inoltre "piena disponibilità' per le "future esigenze' sempre del povero defunto. Ovviamente i familiari del signor Salvatore non hanno potuto produrre la documentazione richiesta, e qui scatta un nuovo colpo di teatro da parte di Telecom. Una nuova lettera del gestore telefonico che minaccia gravi azioni giudiziarie nei confronti dell'estinto per la mancata produzione di quell'autocertificazione. Il Codacons - nella persona del responsabile calabrese, avv. Francesco Di Lieto - ha deciso così di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Catanzaro denunciando la Telecom e chiedendo il risarcimento dei danni in favore dei parenti dello scomparso. "Il comportamento tenuto da Telecom - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - non è solo assurdo e paradossale, ma arrogante e privo di rispetto anche per la morte e per il dolore dei familiari dello scomparso. E la beffa è che il gestore ha anche ottenuto di recente l'aumento del canone a danno delle famiglie italiane'. (Fonte Codacons)

martedì, marzo 03, 2009

Centro Antiviolenza:giovedì inizia la formazione delle operatrici telefoniche

Comincia giovedì 5 marzo la prima fase dei corsi di formazione per le operatrici telefoniche del Centro Antiviolenza. Si tratta di un primo gruppo di 12 volontarie, che verranno formate nel corso di 4 incontri settimanali. Il secondo gruppo di volontarie inizierà la prima fase entro un mese.
“La risposta al nostro invito – sottolinea Antonietta Semeria, direttore del CE.S.P.IM – è stata buona e abbiamo selezionato oltre 20 persone, a fronte di trenta richieste pervenute. Al termine del corso formativo affideremo le nostre volontarie al Centro Antiviolenza”. L’età media delle partecipanti (sono infatti tutte donne) è di 40 anni. Assistenti sociali, infermiere, animatrici, casalinghe e pensionate che intendono dedicare un po’ del loro tempo libero a una buona causa.
Anche se il Centro Antiviolenza della Provincia di Imperia sarà operativo solo a partire da fine marzo (a giorni verrà resa nota la data dell’inaugurazione), tutti gli enti coinvolti, tra i quali il CE.S.P.IM, stanno lavorando affinché questo obiettivo si concretizzi rapidamente e riesca ad assicurare anche alle donne della provincia che subiscono atti di violenza il diritto a un sostegno.
“Vista l’alta adesione di volontari, credo che sarà possibile pensare, in un futuro assai prossimo, alla nascita di una nuova associazione contro la violenza in genere – sottolinea Antonietta Semeria-. Il CE.S.P.IM ha acquisito una notevole esperienza nei progetti contro il maltrattamento e l’abuso sui minori e sulla violenza femminile. Il discorso è allargabile alla violenza verso tutti, e vorremmo incominciare a pensare alla violenza verso gli anziani, purtroppo molto frequente e su cui non si è ancora mossa abbastanza l’opinione pubblica. Il Centro Servizi favorirà la nascita di tale associazione e i promotori potranno essere i primi volontari formati in questa occasione per il Centro Antiviolenza”.
Questo, in sintesi, il percorso formativo approntato dall’IPSI di Sanremo per le aspiranti operatrici telefoniche del Centro Antiviolenza, che dovranno essere in grado di rassicurare l'interlocutrice e stabilire un primo dialogo telefonico: la prima fase, il cui percorso parte giovedì nei locali messi a disposizione della Provincia di Imperia, intende fornire una preparazione di base per costruire un punto di contatto rapido e privilegiato con le vittime, dotandole di conoscenze, tecniche e strumenti utili all’ascolto e all’analisi dei contesti dei singoli casi. L’obiettivo è attenuare velocemente gli effetti negativi della violenza e facilitare una risposta autonoma delle vittime adeguata alla situazione; la seconda fase del corso di formazione verte invece sul problem solving interdisciplinare e la progettazione di interventi. Si vuole favorire la creazione di una rete pluridisciplinare d’aiuto in un’ottica di integrazione progettuale tra i volontari del centro antiviolenza e gli operatori delle varie associazioni ed istituzioni locali competenti in materia, sviluppare e condividere metodi idonei ad agevolare lo scambio e l’integrazione di informazioni e facilitare una collaborazione efficace tra operatrici e gli enti e/o professionisti competenti nella progettazione di interventi adeguati al recupero delle donne vittime di violenza.

venerdì, febbraio 13, 2009

Campagna Telefono Casa

La Campagna: Il Seme ha aderito al Progetto Telefono Casa con l’obiettivo di promuovere l'occupazione, favorire l'accoglienza e difendere l'ambiente attraverso la raccolta di cellulari vecchi (funzionanti o danneggiati non importa).
Come: La durata di un telefono cellulare può essere prolungata: il ciclo di vita prosegue infatti anche se si guasta o se decidi di cambiarlo.
La raccolta dei cellulari consente di realizzare tre obiettivi:
- raccogliere fondi attraverso il riutilizzo dei cellulari ancora buoni e il riciclo di quelli che non si possono recuperare;
- preservare l'ambiente dall'inquinamento attraverso lo smaltimento controllato dei materiali;
- promuovere e far conoscere le cooperative sociali del territorio.
L’Obiettivo: Il ricavato della raccolta andrà al Fondo per l'emergenza abitativa, che sostiene le persone in stato di marginazione sociale temporaneamente prive di abitazione.
I beneficiari, cittadini italiani o stranieri in regola con il permesso di soggiorno, sono persone che vengono accolte per il periodo necessario in adeguate strutture di accoglienza.
II Fondo per l'emergenza abitativa consente di intervenire nelle situazioni più delicate e di emergenza, garantendo un letto a chi è in condizioni di grave disagio per diversi motivi.
Come funziona: Al termine dell'utilizzo dovuto alla dismissione, il telefono va smaltito nel rispetto dell'ambiente in quanto i componenti sono molto inquinanti.
Ecco come funziona il progetto:
Nella provincia sono dislocati numerosi punti di raccolta presso le sedi delle cooperative consorziate, e in altri punti convenzionati. Dai centri di raccolta il materiale viene raggruppato a livello provinciale dalle cooperative sociali referenti, che lo trasferiranno ad una società leader nella rigenerazione di apparecchiature tecnologiche.
I cellulari sono quindi testati, formattati e differenziati tra funzionanti e danneggiati. Successivamente sono ricollocati nei mercati dell'usato in Africa, Europa Orientale e Asia, dove rappresentano un mezzo di comunicazione accessibile a prezzo contenuto.
I componenti dei telefoni danneggiati vengono invece recuperati e rigenerati: i metalli come oro, palladio, rame, argento, platino sono estratti e riutilizzati. Le batterie sono rigenerate in condizione di sicurezza e i metalli sono recuperati e riciclati in oggetti di uso quotidiano.
Gli utili delle vendite alla società di rigenerazione andranno destinati al Fondo per l'emergenza abitativa e ai progetti di inserimento lavorativo delle cooperative sociali referenti.
I punti di raccolta sono ubicati presso le sedi del Consorzio, delle cooperative associate e degli enti aderenti all’iniziativa.