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mercoledì, settembre 22, 2010

Consorzio DOP Riviera Ligure: Direttore nuovo coordinatore per i disciplinari di produzione

Il Direttore della DOP Riviera Ligure Giorgio Lazzaretti è stato nominato dalla Federazione dei Consorzi di tutela degli oli DOP come coordinatore di un gruppo di lavoro sui disciplinari di produzione. Prima riunione giovedì 23 settembre a Roma.
Il gruppo di lavoro si propone di avanzare proposte per un’armonizzazione e semplificazione dei disciplinari di produzione degli oli DOP italiani da presentare al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed alla Commissione Europea.
Si tratta di un’importante riconoscimento al nostro territorio e all'attività svolta in questi anni dal Consorzio per la Tutela dell'olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure.

lunedì, novembre 23, 2009

L’Olio Extravergine Dop Riviera Ligure presto in libreria

Sarà presentato venerdì 27 novembre a Imperia, alle ore 18.30 presso la Biblioteca Civica di piazza De Amicis, il libro “Olio Riviera Ligure Dop” interamente dedicato all’Olio Extravergine a Denominazione Origine Protetta della Liguria. Il libro è curato da San Giorgio Editrice di Genova e dal Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Riviera Ligure, e sarà presto disponibile in tutte le librerie nazionali servite dalla casa editrice genovese, oltre che in estratto consultabile gratuitamente sulla libreria digitale della San Giorgio Editrice (www.libreriadigitale.it).
Il libro sarà presentato da Franco De Paulis e Albina Francesca Masconi, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di San Giorgio Editrice, dal giornalista ed esperto di enogastronomia Virgilio Pronzati, curatore della parte del libro dedicata alle ricette, e dal Presidente del Consorzio dell’Olio Dop Riviera Ligure Francesco Bruzzo accompagnato dal Direttore del Consorzio Giorgio Lazzaretti.
Alla presentazione, aperta al pubblico, sono invitati i produttori, gli operatori del settore, i giornalisti e tutti i cittadini interessati.
Di seguito la recensione del libro fornita dalla casa editrice:
“Questo libro racconta la storia di un prodotto e di realtà imprenditoriali locali che lo hanno reso eccellente. Un’eccellenza alla quale concorrono, oltre alla grande esperienza, la genuinità degli ingredienti, la freschezza, la qualità e soprattutto la trasparenza del processo produttivo. Peculiarità che, insieme alla volontà di rivendicare una propria tradizione, hanno permesso di acquisire il prestigioso riconoscimento ‘Denominazione di Origine Protetta’. Questa pubblicazione è composta da una prima parte dedicata alla cultura dell’ulivo in Liguria, alla sua diffusione, alla specifica individualità dell’olio ligure, ponendo l’accento sull’importante esistenza del Consorzio, garante della qualità e della tutela della DOP. Una seconda parte è specificamente mirata alla descrizione della filiera dell’olio in tutte le sue fasi: dalla raccolta alla lavorazione in frantoio. In questo segmento del libro viene inoltre descritto l’imprescindibile esame dell’assaggio per determinare con esattezza le qualità organolettiche dell’olio. Il cuore della pubblicazione è l’accurata descrizione scheda dopo scheda, foto dopo foto, dei 22 produttori consorziati che hanno aderito a questo progetto editoriale. Seguono due curiose sezioni: una riporta tante gustose ricette a base di olio DOP, l’altra espone gli innumerevoli benefici che questo prodotto apporta al nostro organismo, diventando un prezioso alleato contro diversi tipi di patologie. A concludere la pubblicazione un puntuale e calzante approfondimento dedicato a come si serve l’olio e agli strumenti per farlo al meglio, seguendo le regole che il raffinato galateo impone”.

martedì, luglio 07, 2009

RIVIERA LIGURE: l’olio ligure ha bisogno di una DOP che lo tuteli

Con l’entrata in vigore del Regolamento CE 182/09 sui giornali e sulla riviste di eno-gastronomia il mondo dell’olio è stato finalmente oggetto di attenzione, con richiesta di pareri a esponenti del mondo agricolo e istituzionale. Sia a livello nazionale che a livello ligure c’è stato un unanime consenso in merito a questo importante provvedimento comunitario.
“Provo tuttavia ad andare oltre alla lettura superficiale di questa disposizione – commenta il Presidente del Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure Francesco Bruzzo - e a porre all’attenzione delle imprese, delle associazioni e degli amministratori liguri alcuni contributi per tentare di aprire un dibattito più ampio che spinga a una riflessione circa l’ottimale strategia per lo sviluppo dell’olivicoltura ligure. Lo faccio prendendo spunto dall’articolo comparso domenica 5 luglio sull’edizione savonese de La Stampa dal titolo “L’olio della Riviera non ha bisogno di DOP”. Nell’articolo si è fatto giustamente riferimento al fatto che solamente una parte limitata della produzione ligure di olio è a denominazione di origine protetta RIVIERA LIGURE: parliamo infatti di 6.200 quintali nella campagna 2007/2008 e di una previsione per la campagna in corso di 4.000 – 4.500 quintali di olio DOP Riviera Ligure. Si tratta forse del 12 – 15 % della produzione regionale di olio.Ecco quattro considerazioni che faccio in merito alla Liguria. Solo questa piccola produzione di olio è tracciata, controllata e certificata da un organismo terzo (nel nostro caso si tratta delle quattro CCIAA liguri) e garantita dal Ministero delle Politiche Agricole. Solo su questa piccola produzione di olio opererà la vigilanza, svolta dal consorzio di tutela con l’analisi chimico-fisica ed organolettica dell’olio DOP RIVIERA LIGURE sugli scaffali dei negozi per un raffronto tra queste analisi post con quelle fatte ante certificazione. Solo su questa piccola produzione di olio il Consorzio opera in stretta collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole per una più corretta informazione al consumatore (sviluppata anche attraverso una più rigorosa etichettatura del prodotto) e con sforzi di comunicazione continuativi come, ultimo in ordine di tempo, i moduli di formazione rivolti agli allievi degli ultimi anni degli istituti alberghieri liguri e del basso Piemonte. Solo grazie a questa piccola produzione l’olivicoltore ligure ha qualche punto di riferimento nella vendita delle olive in virtù del Patto di Filiera deliberato dal Consorzio che premia le pratiche virtuose dei frantoiani nell’acquisto di olive provenienti da oliveti iscritti alla DOP Riviera Ligure (si tratta della prima iniziativa di questo tipo a livello nazionale)”.Bisogna infatti precisare che l’attuale Piano di Sviluppo Rurale della Regione Liguria prevede l’azzeramento per tre anni dei costi di certificazione sostenuti dagli olivicoltori aderenti a un regime di certificazione DOP e un sostegno alle attività informative per migliorare la comunicazione sulle caratteristiche dei prodotti liguri DOP, DOC e BIO. “Mi sembra di dunque strano – rimarca quindi Bruzzo - che un dirigente di un’associazione ligure di agricoltori non condivida questo percorso e non si adoperi per supportarlo”.Bruzzo infine fa una considerazione in merito al dibattito che si svolge a livello nazionale. Varie volte nei mesi scorsi in Italia gli oli DOP delle regioni italiane sono stati chiamati a fungere da testimonial per il 100% italiano. “Ma l’olio 100% italiano e l’olio di una delle 39 DOP italiane sono prodotti distinti! Nel primo caso siamo in presenza di una norma comunitaria di commercializzazione riguardante una categoria di prodotto e un’origine, nell’altro siamo in un vero e proprio regime di qualità, in una certificazione che implica un impegno complesso lungo tutto l’arco della filiera stabilito da disciplinare di produzione che abbina all’origine geografica una qualità certificata, autorizzata solo al termine di esami organolettici e chimico-fisici. Un regime, quello della certificazione dei prodotti a denominazione di origine che viene verificata periodicamente da un organo di certificazione terzo”.Il Presidente del Consorzio avanza un buon numero di perplessità: “Quando oggi parliamo di olio italiano non parliamo di qualità ma solo di origine. O sbaglio? Che conseguenza può avere l’origine della materia prima sulla qualità del prodotto se non vi è una vero e proprio piano di controllo e certificazione supportato da parametri qualitativi? Siamo sicuri che in Liguria per creare valore e generare sviluppo la strada giusta sia il 100% italiano? Quale è il plusvalore di garanzia al consumatore degli adempimenti previsti per il 100 % italiano? Quale è il valore di questa comunicazione 100% italiano per un operatore ligure che deve invece differenziarsi dalle produzione degli altri olivicoltori italiani, non fosse altro che per far comprendere il costo di gestione di un oliveto in Liguria? A mio avviso dovremo essere tutti uniti per informare i consumatori sulle caratteristiche dell’olio ligure, motivarne il prezzo dando garanzie al consumatore e offrendogli elementi chiari per la sua scelta e non il solito motto utilizzato per l’extravergine “è un olio uguale alla DOP Riviera Ligure, ma non è certificato”.
Francesco Bruzzo conclude con un invito: “Apportiamo le migliorie al piano di controllo e certificazione dell’olio DOP Riviera Ligure limitandone gli aspetti burocratici e sviluppiamo una strategia unitaria verso una produzione controllata e certificata a misura delle aziende liguri.La strada più facile da percorre oggi sembra quella del prodotto italiano. Ma è una strada che per la Liguria non porta lontano e mi sembra molto una battaglia di retroguardia”.

giovedì, marzo 12, 2009

Incontro sul piano di controllo dell'Olio Dop

Lunedì prossimo, 16 marzo, alle ore 17,30 , presso la Sala Varaldo (Camera di Commercio) in Viale Matteotti, avrà luogo un incontro indetto dalla Coldiretti Imperia per discutere sulla proposta di modifica all'attuale piano di controllo dell'Olio Dop. Sarà presente il direttore del Consorzio di tutela, dott. G. Lazzaretti. Data l'importanza dell'argomento in discussione, gli iscritti ed i simpatizzanti sono cordialmente invitati a partecipare.

venerdì, febbraio 27, 2009

Gli oli DOP liguri di Ranise e Orseggi in vetrina a Napoli

Tribuna d’eccezione per due aziende liguri produttrici di olio extravergine DOP: l’Azienda Agroalimentare srl di Roberto Ranise di Dolcedo (IM) e l’Azienda Agricola Orseggi di Lavagna (GE) saranno protagoniste domani, sabato 28 febbraio, al Monastero di Santa Chiara a Napoli insieme alle altre aziende italiane vincitrici delle preselezioni per il Premio Sirena d’Oro di Sorrento. In questa occasione verrà presentata l’eccellenza della produzione olearia italiana rappresentata da tutte le aziende che hanno ricevuto la Menzione di Merito alle preselezioni del prestigioso concorso sorrentino e saranno presenti, oltre ai giornalisti e agli addetti ai lavori del settore, moltissimi acquirenti internazionali.
L’evento napoletano rappresenta anche il momento clou di “Orgoglio Mediterranea”, la prima giornata d’orgoglio nazionale interamente dedicata alla filosofia alimentare mediterranea ideata dal programma Decanter di Rai Radio2 con il patrocinio del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali. Decanter, condotta dai giornalisti Federico Quaranta e Nicola Prudente, seguirà la manifestazione in diretta per un invito a tutti gli italiani a mangiare all’insegna di una buona e sana alimentazione.
Si tratta dunque di un vero e proprio palcoscenico per le due aziende olivicole liguri, che oltre al sicuro ritorno d’immagine avranno l’occasione di incontrare molti compratori e di posizionarsi sui mercati esteri. Le aziende rappresentano la DOP Riviera Ligure e in particolare la DOP Riviera dei Fiori (Ranise Agroalimentare) e la DOP Riviera di Levante (Azienda Agricola Orseggi). Le due aziende saranno anche presenti alla finale del Premio Sirena d’Oro che si terrà dall’8 al 15 di marzo. Le aree DOP in gara, di fronte a una selezionatissima giuria di assaggiatori, si disputeranno le ambite statuette della sirena nelle tre categorie Fruttato Intenso - Fruttato Medio - Fruttato Leggero, oltre alla targa di riconoscimento della Menzione di Merito.