Marco Lupi (nel video) Presidente del Consiglio Comunale di Sanremo fa sapere che nei prossimi giorni, sottoporrà all’attenzione della Conferenza dei Capi gruppo, con la speranza che la stessa possa accogliere e se del caso migliorare, la seguente proposta :
Una modifica della convenzione Rai – Comune di Sanremo, al fine di inserie, tra le serate del Festival della Canzone Italiana, una serata interamente dedicata alla categoria:
“Lingue Municipali”.
In tale occasione, i cantanti, provenienti dalle 20 Regioni Italiane e selezionati dalle varie case discografiche, si dovranno esibire davanti al vasto pubblico televisivo del Festival di Sanremo, con canzoni nuove, eseguite in lingua regionale. Al vincitore della gara, sarà assegnato un premio specifico denominato:
“Premio Festival della Canzone Italiana categoria Lingue Municipali”.
Questa iniziativa, presentata dalla Presidenza del consiglio comunale, non vuole essere contro qualcosa ma a favore della valorizzazione della cultura, della storia e delle tradizioni che ogni singola Regione Italiana ha il dovere di mantenere, promuovere e non disperdere anche attraverso l’uso delle varie lingue dei nostri Popoli.
Sono convinto - dice Lupi - che, se tale proposta sarà approvata dal consiglio comunale di Sanremo, al quale spetta per competenza la variazione della convenzione, si darà un ulteriore elemento di valorizzazione ad un avvenimento, nazional popolare, di grande risonanza come lo è, da sempre, il Festival di Sanremo. (Nel video Marco Lupi Presidente del Consiglio Comunale di Sanremo. Intervista del giornalista Alberto Guasco. Concessa gentilmente dalla redazione del Tgrivieradeifiori TN. Consulenza Video Andrea Lombardi)
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venerdì, luglio 31, 2009
Nel video la proposta di Marco Lupi: tra le serate del Festival della Canzone Italiana, una serata interamente dedicata a brani in dialetto
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mercoledì, luglio 29, 2009
Olio DOP: 9 milioni di euro in arrivo anche in Liguria per i produttori
Con l’accordo raggiunto tra il Ministro delle Politiche Agricole Zaia ed il Coordinamento degli Assessori regionali all’Agricoltura sul riparto delle risorse della Pac (Politica Agricola Comune), arrivano anche in Liguria le misure a sostegno dei produttori di olio DOP, IGP e Biologico. Entusiasta Francesco Bruzzo, Presidente del Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine D.O.P. Riviera Ligure, che ha commentato così la notizia: “Finalmente la nostra azione a favore delle produzioni tipiche controllate e certificate con il marchio comunitario DOP / IGP ha avuto effetto nel settore oleico. Esprimo la mia soddisfazione personale poiché vengono premiati i pionieri dell’olivicoltura di qualità, coloro che per primi hanno intrapreso la strada dell’olio Riviera Ligure DOP”. Il sostegno avrà la forma di un aiuto alla produzione per gli olivicoltori che producono oli DOP, IGP e BIO. A fronte di un plafond complessivo di 316,5 milioni di euro, sono previsti 9 milioni per il settore dell’olio di oliva, destinati a sostenere la produzione di olio extravergine di oliva DOP, IGP e Biologico. Gli stati membri possono infatti decidere di utilizzare fino al 10% dei loro massimali nazionali a titolo di sostegno specifico agli agricoltori, come previsto dalla normativa europea sulla Politica Agricola Comune. La sintesi raggiunta consente di chiedere una convocazione straordinaria della Conferenza Stato - Regioni per la ratifica, in modo da consentire l’adozione del relativo decreto e la formale comunicazione alla Commissione Europea entro il termine previsto del 1 agosto 2009. Il Presidente del Consorzio, Francesco Bruzzo, sta ora lavorando a una proposta sugli indicatori per il calcolo dell’aiuto alla produzione: “La proposta che stiamo facendo ora alla Federazione dei Consorzi di tutela degli oli DOP è quella di individuare come indicatore i quantitativi di olive immessi nel sistema dei controlli e non il numero di piante o ettari iscritti alle diverse DOP, proprio per privilegiare l’effettiva produzione di qualità dei diversi territori italiani, e tutelare la tipologia di produzione della nostra regione”. Gli operatori liguri attendono ora l’apertura di due importanti bandi del PSR Liguria 2007/2013. Il primo consentirà agli olivicoltori di abbattere totalmente per tre anni i costi sostenuti per il controllo e la certificazione dell’olio DOP Riviera Ligure. Il secondo permetterà al Consorzio di sviluppare per la DOP Riviera Ligure attività di informazione e promozione ancora maggiori, proseguendo così il cammino iniziato quest’anno con la campagna d’affissione “Assaggia la Liguria”, “100% ligure, controllato e certificato. Chiedilo nei negozi o nei ristoranti”. martedì, maggio 12, 2009
Genova non avrà la strada dedicata alla “Trattoria di Maria”
La Commissione Toponomastica del Comune rigetta la proposta. I promotori: “decisione miope e superficiale”.La “storica” trattoria di Maria Mantè (mancata lo scorso 7 ottobre 2008) ha rappresentato per oltre 60 anni un simbolo e un luogo di socializzazione per la città, nonché un sostegno tangibile per tanti genovesi in difficoltà. La proposta di dedicarle un angolo del centro storico era stata inoltrata alle Istituzioni dal giornalista Stefano Bruzzone, presidente dell'ass. Cantiere di Idee del Carmine; la proposta verteva sulla modifica della toponomastica di vico Testadoro, sede del locale, in “Vico Testadoro e della trattoria di Maria”. Anche Alessandro Quasimodo, attore teatrale figlio dello scrittore e premio Nobel, aveva sostenuto con forza l’iniziativa. Invece la Commissione Toponomastica del Comune ha espresso parere negativo: “Tale parere è motivato sia dal fatto che gli antichi toponimi non si possono variare, sopprimere o modificare sia dalla convinzione che il personaggio di Maria sarebbe ugualmente valorizzato attraverso una targa commemorativa da posizionare in prossimità del locale”.
“Questa è un’ulteriore beffa”, sottolinea il promotore “che chiarisce una modalità di pensiero che mi viene spontaneo definire... superata per non dire "vecchia"; la lettera di richiesta era più che chiara: "... Non una pergamena o un pezzo di latta… ma qualcosa che segni la memoria e il vico più attraversato da varie generazioni di genovesi...”. A mio avviso per la città si tratta di una occasione perduta, grazie a questa scelta miope e superficiale”. Vico Testadoro è un toponimo antico; tanto che non se ne conoscenemmeno l'origine; l'unico soggetto esistente nella stradina che collega via S. Sebastiano a via XXV Aprile (priva di portoni di abitazioni e di esercizi commerciali), l'unica a "dargli vita" in questo mezzo secolo è stata la trattoria di Maria, molto nota anche a livello internazionale.
Durante i funerali di Maria Mantè alla chiesa delle Vigne era stata notata l’assenza di portavoce o rappresentanti degli enti locali; adesso, continua Bruzzone “si rileva un'altra occasione mancata per segnare la vicinanza al territorio da parte delle Istituzioni cittadine... l'ennesima dimostrazione di quanto questa città spesso tenga gli occhi chiusi e perda occasioni importanti per valorizzare se stessa, ignorando un esempio importante di “normalità del bene”.
La seduta con cui la Commissione Toponomastica del Comune ha rigettato la richiesta è datata 10.12.08; i proponenti sono stati informati solo due mesi dopo, nel febbraio ‘09. Nei mesi seguenti l’associazione ha avviati contatti con le segreterie del Sindaco Vincenzi e del Presidente Burlando per provare a superare l’impasse, senza risultati. “Personalmente ritengo sarebbe l’ora di nominare nella Commissione anche qualcuno un po’ più giovane, magari qualche trentenne o quarantenne; avremo peraltro cura di comunicare ai giornalisti ed alle numerose testate nazionali ed internazionali che si sono interessate al “fenomeno Maria” (Michel Samson per “Le Monde”, Mark Bittman per “Viagem”, “The New York Times”: ”Maria Mante is something of a local legend…“ solo per citarne alcune), come Genova, la sua città, abbia negato un riconoscimento meritato, atteso dall’opinione pubblica, disattendendo anche i solleciti dell’Unesco tesi a valorizzare le “botteghe storiche” in tutta Europa… ed ignorando quel sorriso che è stato secondo molti la più sincera e sotterranea reclamè (come avrebbe detto lei) della buona genovesità nel mondo… l’esatto contrario dell’odierno “torta di riso: finita”."La prima volta che sono stato nel locale della Maria, anni fa, mi è sembrato di fare ritorno in un luogo del mio passato: mi ha colpito immediatamente l'atmosfera familiare, il profumo di coccole, di nonna, di casa. L'ambiente variegato (si incontravano il dottore, il commercialista, così come lo scaricatore di porto, l'operaio) faceva sentire a proprio agio chiunque, e a maggior ragione un artista come me...era bello poter osservare la varietà umana, tutta racchiusa là dentro, a tavola. E poi i cibi...genuini e veri come il polpettone, il minestrone col pesto...piatti tipici che su quelle tavole venivano imbanditi nella maniera antica e semplice e che da piccoli si è abituati a conoscere e gustare a casa della nonna.La mia speranza è che la conduzione del locale possa essere ancora all'altezza del nome di Maria, donna semplice ed energica che si è conquistata a buon diritto un nome nella storia della città di Genova e che meriterebbe di essere ricordata in qualche modo, non solo con le lacrime in occasione del funerale: mi piacerebbe leggere il suo nome su una insegna e, perchè no, che si intitolasse a lei una via...in segno di gratitudine e riconoscenza per chi, in tanti lunghi anni, ha allevato e nutrito a buon prezzo (dettaglio non di scarso rilievo) tanti affezionati avventori." Alessandro Quasimodo
Anche il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando aveva manifestato apprezzamento e condivisione per la proposta.
Un buon segnale da parte delle Istituzioni cittadine, verso il riconoscimento della "normalità del bene" di Maria Mantè, ristoratrice e simbolo di genovesità, nota anche a livello internazionale, con oltre 60 anni di attività segnati dall’ attenzione alla tradizione genovese ed alla solidarietà.
“Questa è un’ulteriore beffa”, sottolinea il promotore “che chiarisce una modalità di pensiero che mi viene spontaneo definire... superata per non dire "vecchia"; la lettera di richiesta era più che chiara: "... Non una pergamena o un pezzo di latta… ma qualcosa che segni la memoria e il vico più attraversato da varie generazioni di genovesi...”. A mio avviso per la città si tratta di una occasione perduta, grazie a questa scelta miope e superficiale”. Vico Testadoro è un toponimo antico; tanto che non se ne conoscenemmeno l'origine; l'unico soggetto esistente nella stradina che collega via S. Sebastiano a via XXV Aprile (priva di portoni di abitazioni e di esercizi commerciali), l'unica a "dargli vita" in questo mezzo secolo è stata la trattoria di Maria, molto nota anche a livello internazionale.
Durante i funerali di Maria Mantè alla chiesa delle Vigne era stata notata l’assenza di portavoce o rappresentanti degli enti locali; adesso, continua Bruzzone “si rileva un'altra occasione mancata per segnare la vicinanza al territorio da parte delle Istituzioni cittadine... l'ennesima dimostrazione di quanto questa città spesso tenga gli occhi chiusi e perda occasioni importanti per valorizzare se stessa, ignorando un esempio importante di “normalità del bene”.
La seduta con cui la Commissione Toponomastica del Comune ha rigettato la richiesta è datata 10.12.08; i proponenti sono stati informati solo due mesi dopo, nel febbraio ‘09. Nei mesi seguenti l’associazione ha avviati contatti con le segreterie del Sindaco Vincenzi e del Presidente Burlando per provare a superare l’impasse, senza risultati. “Personalmente ritengo sarebbe l’ora di nominare nella Commissione anche qualcuno un po’ più giovane, magari qualche trentenne o quarantenne; avremo peraltro cura di comunicare ai giornalisti ed alle numerose testate nazionali ed internazionali che si sono interessate al “fenomeno Maria” (Michel Samson per “Le Monde”, Mark Bittman per “Viagem”, “The New York Times”: ”Maria Mante is something of a local legend…“ solo per citarne alcune), come Genova, la sua città, abbia negato un riconoscimento meritato, atteso dall’opinione pubblica, disattendendo anche i solleciti dell’Unesco tesi a valorizzare le “botteghe storiche” in tutta Europa… ed ignorando quel sorriso che è stato secondo molti la più sincera e sotterranea reclamè (come avrebbe detto lei) della buona genovesità nel mondo… l’esatto contrario dell’odierno “torta di riso: finita”."La prima volta che sono stato nel locale della Maria, anni fa, mi è sembrato di fare ritorno in un luogo del mio passato: mi ha colpito immediatamente l'atmosfera familiare, il profumo di coccole, di nonna, di casa. L'ambiente variegato (si incontravano il dottore, il commercialista, così come lo scaricatore di porto, l'operaio) faceva sentire a proprio agio chiunque, e a maggior ragione un artista come me...era bello poter osservare la varietà umana, tutta racchiusa là dentro, a tavola. E poi i cibi...genuini e veri come il polpettone, il minestrone col pesto...piatti tipici che su quelle tavole venivano imbanditi nella maniera antica e semplice e che da piccoli si è abituati a conoscere e gustare a casa della nonna.La mia speranza è che la conduzione del locale possa essere ancora all'altezza del nome di Maria, donna semplice ed energica che si è conquistata a buon diritto un nome nella storia della città di Genova e che meriterebbe di essere ricordata in qualche modo, non solo con le lacrime in occasione del funerale: mi piacerebbe leggere il suo nome su una insegna e, perchè no, che si intitolasse a lei una via...in segno di gratitudine e riconoscenza per chi, in tanti lunghi anni, ha allevato e nutrito a buon prezzo (dettaglio non di scarso rilievo) tanti affezionati avventori." Alessandro Quasimodo
Anche il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando aveva manifestato apprezzamento e condivisione per la proposta.
Un buon segnale da parte delle Istituzioni cittadine, verso il riconoscimento della "normalità del bene" di Maria Mantè, ristoratrice e simbolo di genovesità, nota anche a livello internazionale, con oltre 60 anni di attività segnati dall’ attenzione alla tradizione genovese ed alla solidarietà.
mercoledì, maggio 06, 2009
CHIARA CANZIAN DA VENERDÌ 8 MAGGIO IN RADIO IL NUOVO SINGOLO “DOLCE”
Dopo il successo di “PROVA A DIRE IL MIO NOME”, il brano che CHIARA CANZIAN ha presentato nella categoria “Proposte 2009” della 59ma Edizione del Festival di Sanremo, da venerdì 8 maggio sarà in rotazione radiofonica “DOLCE” il nuovo singolo tratto dall’album “PROVA A DIRE IL MIO NOME”(Blu Notte/SonyMusic) uscito il 20 febbraio e disponibile, oltre che nei punti vendita tradizionali, su tutte le piattaforme digitali.“È il brano più… DOLCE del disco! - commenta Chiara Canzian - Un concentrato di ironia, scherzosa sensualità e dolcezza che mette in risalto la parte più colorata del mio carattere e del mio mondo. Nel video ho giocato molto con il significato della canzone…. Tra campi di fiori, biciclette, farfalle, fragole e cioccolato! Per accentuare ancora di più la freschezza della musica, abbiamo deciso di non usare alcun strumento per il piccolo assolo centrale, ma di farlo (io) fischiettando proprio come durante una gita in bicicletta a primavera.”
“PROVA A DIRE IL MIO NOME” è composto da 13 brani inediti di cui CHIARA CANZIAN è autrice di tutte le musiche e di tre testi. A questo progetto hanno collaborato grandi artisti del panorama musicale italiano come Pacifico, Giuliano Sangiorgi e Niccolò Agliardi (che hanno scritto alcuni dei testi) e Alex Britti e Stefano Di Battista che hanno regalato a questo progetto rispettivamente un assolo di chitarra e di sax.
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