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mercoledì, settembre 16, 2009

Il Comune di Mendatica (IM) ospiterà la quinta edizione della Festa della Transumanza

Venerdì 18 e Sabato 19 Settembre il Comune di Mendatica (IM) ospiterà la quinta edizione della Festa della Transumanza, una kermesse ormai saldamente affermatasi come uno dei più importanti eventi all’interno del calendario estivo della Provincia di Imperia. Una manifestazione interamente dedicata alla memoria dell’antichissima tradizione pastorale, che proprio qui ai piedi delle Alpi Liguri ha per secoli basato il proprio sostentamento sul bestiame e i prodotti del pascolo. Ancora oggi le suggestive malghe sparse sul territorio che circonda l’abitato rimangono pressoché intatte a perenne testimonianza della dura e semplice vita dei pastori delle nostre montagne, che all’inizio di ogni estate intraprendevano un lungo cammino conducendo mandrie e greggi a questi stagionali nuclei abitativi posti in altura, verso i luoghi più favorevoli dove foraggiare il bestiame, per poi ridiscendere all’inizio dell’autunno. Transumanza come mezzo di sostentamento e di ricerca di nuove risorse da sfruttare, dunque, ma anche scuola itinerante per l’intera famiglia, che spostandosi sui vecchi tratturi imparava le regole del tempo atmosferico, le proprietà delle erbe e le leggi della natura, intrattenendosi con leggende, racconti e filastrocche popolari. Una ricchezza preziosa e un patrimonio etno-antropologico insostituibile, che in parte si conservano ancora oggi nei ricordi degli anziani e nella semplicità degli abitanti di questi luoghi.
Negli ultimi anni, il Comune e la Pro Loco di Mendatica, in collaborazione con la Comunità Montana, l’A.P.A. (Associazione Provinciale Allevatori), la C.I.A. e la Coldiretti, si sono fortemente impegnati affinché la conoscenza di tale patrimonio venisse divulgata anche all’esterno del comprensorio vallivo, soprattutto alle città della costa, di cultura marinara, e ai ragazzi delle scuole: un’importante occasione, per questi ultimi, di ripercorrere idealmente per un giorno quello stesso cammino che in passato i figli dei pastori intraprendevano alla volta dei pascoli.
Ecco più in dettaglio il programma della manifestazione:
Venerdì 18 Settembre la mattinata sarà dedicata alle scuole ma comunque aperta a tutti; gli studenti partecipanti saranno guidati lungo un itinerario che toccherà diverse aree didattiche legate alle principali attività dell’antica cultura dei pastori: i processi tradizionali di caseificazione (preparazione di ricotte, formaggi, cagliate, brusso); le fasi di cottura del pan fritu (una delle ricette tipiche della Cucina Bianca); la preparazione delle tisane con piante autoctone; incontri con le “nonne” del borgo impegnate nella filatura della lana, per ascoltare le antiche favole del paese; i punti museali (Laboratorio Naturalistico, Casa del Pastore, Sala delle Carte e Vecchie Prigioni). Nel pomeriggio, intorno alle ore 15.00, ci si sposterà tutti quanti lungo i carruggi per ammirare l’insolito spettacolo dell’arrivo in paese di mandrie e greggi, che si riverseranno a centinaia nei vicoli, proprio come una volta, al termine della transumanza estiva che sanciva l’inizio della stagione autunnale.

La musica del ricordo con i Lajò alla Pigna

Ancora musica di qualità nella città vecchia a Sanremo, recentemente fatta teatro di esibizioni artistiche che hanno ridestato l’interesse per la storica “Pigna”, e ancora spettacoli che vogliono essere gratuiti per affermare a gran voce che l’arte deve essere accessibile a tutti.
Sabato 19 settembre, alle ore 21.00, su iniziativa dell’Associazione “Pigna mon amour”, Piazza Santa Brigida ospiterà il sestetto Lajò, nato nel 2008 con l’intento di riproporre una rilettura dei canti tradizionali di Ceriana, di valorizzare l’aspetto melodico di queste musiche nel rispetto della tradizione e nello spirito più puro del canto come momento conviviale tipico del mondo cerianasco.
Lajò è un suono che evoca l’incitamento che i conducenti di muli indirizzavano ai loro animali per farli partire; il simbolo del gruppo è un asino, considerato, da sempre, l’ignorante per antonomasia e rivelatosi, invece, animale sensibile e intelligente.L’asino inteso come riabilitazione degli ultimi, esempio di una calma e di una lentezza di cui abbiamo tutti bisogno per contrastare la frenesia del nostro quotidiano e per riavvicinarci a quel mondo contadino da cui, forse, troppo frettolosamente ci siamo allontanati.I componenti del gruppo provengono da realtà musicali molto diverse: si va dal professore d’orchestra al musicista jazz, passando da esperienze nella musica popolare e nella musica celtica.Il tutto amalgamato in una miscellanea molto particolare che crea una sonorità inusuale e arcaica.Gli strumenti: flauto, arpa celtica, oboe, corno inglese, chitarra, basso elettrico, contrabbasso e voci in forme solistiche e corali.
I musicisti sono: Barucchi Roberto - voce solista; Ducci Daniele - basso e contrabbasso; Quaglia Gianna - voce solista e arpa celtica; Mammoliti Eros - voce solista, flauti; Rebaudo Palmiro - oboe, corno inglese e cori; Crespi Mauro - direzione artistica, arrangiamenti, orchestrazione, chitarra e cori.
www.myspace.com/lajoceriana - http://www.lajo.it/

lunedì, agosto 03, 2009

Ceriana, torna giovedì il Festival “Musiche della Terra” Più di 40 le nazioni partecipanti, e per la prima volta ci sarà anche l’India



Torna a Ceriana per la 13esima volta dal 1997 il Festival Convegno Internazionale “Musiche della Terra”, promosso dal Comune di Ceriana con la collaborazione della Regione Liguria e l'organizzazione di Worldtoday, associazione diretta da Michele Ienco. Musiche della Terra è nato per stimolare il confronto e lo scambio tra la ricchissima tradizione canora cerianasca e le culture di tutti i popoli della terra. Tre le date in programma per il Festival di quest’anno, che si aprirà giovedì 6 agosto e proseguirà con altri concerti in programma per sabato 8 agosto e lunedì 7 settembre. Prevista la partecipazione di più di 40 gruppi in rappresentanza di altrettanti paesi di tutto il mondo, ed è con particolare gioia che gli organizzatori annunciano l’arrivo, per la prima volta, di un gruppo proveniente dall’India.
Bruna Rebaudo, Sindaco di Ceriana, tiene a sottolineare il messaggio di fratellanza e apertura culturale di questo evento, che fa parte ormai della tradizione paese: “Ceriana – dichiara il Sindaco – è conosciuta nel mondo intero grazie ai Cori e per il repertorio vasto e originale di canti e musiche popolari, che uomini, donne e bambini si tramandano di generazione in generazione. Questo Festival però dà la possibilità a tutti noi di aprirci al confronto, non solo a livello musicale ma anche culturale: la fratellanza, l’unità e la multiculturalità sono valori che condividiamo e che vogliamo promuovere, facendo di Musiche della Terra un punto di riferimento tra le manifestazioni musicali di tutta la Riviera”.
Musiche della Terra è quindi l’opportunità per scoprire e valorizzare le tradizioni locali attraverso il confronto con culture lontane. Lo prova il fatto che i tanti gruppi vengono ogni anno ospitati a Ceriana spesso ricambiano l’invito, offrendo ospitalità nel loro paese. Sogno degli organizzatori è riuscire nell’intento di far partecipare, nel corso degli anni, tutti i popoli del mondo.
Questo il programma delle prime due serate di musica internazionale:
Giovedì 6 agosto: Lavia/Ferraz Trio – Argentina/Brasile
Sabato 8 agosto: Ashanka Sen Group – India

giovedì, luglio 30, 2009

"Storie di Faber - tradizione e folclore nella musica di De Andre'".

Venerdì 31 luglio, a Loano, sarà di scena Fabrizio De André. La chiusura della quinta edizione del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana sarà affidata alla produzione-evento "Storie di Faber - tradizione e folclore nella musica di De André".
Nell’Arena Estiva Giardino del Principe, a partire dalle ore 21.30, Carlo Aonzo e Mandolin Cocktail, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, La Macina, Lou Dalfin, Davide Van De Sfroos, Peppe Voltarelli si ritroveranno, per rileggere alcune pagine dell’opera dell’artista genovese, sottolineandone i riferimenti alle radici.
“Chi meglio di Faber,” spiega John Vignola “poteva incarnare la tensione verso la ricerca, addirittura verso l’innovazione, che caratterizzano alcune delle migliori esperienze legate alla musica popolare? I suoi album hanno spesso rappresentato questa tensione, dimostrando che il rapporto fra nuovo e antico è proficuo solo quando è di intreccio e non di contrasto.
Gli artisti coinvolti nella produzione interpreteranno non solo le canzoni più riconducibili alla sua Genova, quelle pescate da Creuza de ma o da Le nuvole, ma pure le ballate degli inizi, il tentativo di coniugare rock e folk dei primi Ottanta, le storie prese da racconti orali e tradizioni remote. Ognuno dei musicisti coinvolti proporrà una rilettura, del tutto personale, in cui emergeranno le radici del genio di uno dei più grandi poeti del secolo scorso. Un personaggio attento a guardarsi alle spalle almeno quanto a procedere sulla sua ottima strada.
Sfileranno l’amore, la vita e la morte di Dolcenera (Nando Citarella) e Tre madri (La Macina), il pacifismo tragico e lirico de La guerra di Piero (Peppe Voltarelli), la rassegnazione dolente e ironica di Don Rafae’ (Carlo Aonzo e Peppe Voltarelli), le storie con un mezzo sorriso de Il suonatore Jones (Lou Dalfin) e di Bocca di Rosa (La Macina, Lou Dalfin), e quelle tragiche de La ballata del Miche’ (La Macina) e La canzone di Marinella (Nando Citarella). Vagheremo fra i vicoli de La Città vecchia (Lou Dalfin) e le vette dei Monti di Mola (Nando Citarella), fino al Fiume Sand Creek (Davide Van De Sfroos), oltre a contemplare, Da a me riva (Davide Van De Sfroos), altri sentimenti (Nuova gelosia, Carlo Aonzo e Mandolin Cocktail, Disamistade, Nando Citarella) e altri ritmi (Zirichiltaggia, Davide Van De Sfross, Megu Megùn). Un divagare rapsodico, certo, ma che vuole in questo modo assecondare le affluenze dalla tradizione che hanno caratterizzato costantemente l’opera di Fabrizio De André.”
Il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana è organizzato dall'Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l'Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo dell'Assessorato allo Spettacolo della Regione Liguria e dell'Assessorato al Turismo e alla Cultura della Provincia di Savona e con patrocinio dell’Agenzia Regionale di Promozione Turistica InLiguria e dell'ANCI.


mercoledì, luglio 01, 2009

Al via la tradizionale processione della Festa del Mare

Giovedì 2 luglio, a Loano, in occasione dei festeggiamenti di N.S. della Visitazione si svolgerà la tradizionale processione della Festa del Mare, che partirà alle ore 20.30 da Piazza Italia e attraverso via Doria raggiungerà il lungomare.
Lungo il percorso, una prima sosta sarà fatta presso la "Casetta dei lavoratori del mare", dove si svolgerà il primo "brassa!", "issa!", "brassa!", ripetuto tre volte, per alzare alta ed abbassare la "cassa" per il "saluto". La seconda fermata, più lunga, sarà in piazza Mazzini per la "benedizione" del mare, momento suggestivo in cui decine di portatori, con le braccia tese alzano il gruppo statuario sopra la loro testa e l'abbassano per tre volte, per il "saluto al mare", un omaggio a quanti hanno perso la vita nel duro lavoro del mare.Dopo la benedizione la processione riprenderà il cammino per le vie del centro storico per tornare in piazza Italia.
La festa del 2 Luglio è anche chiamata la Festa del Mare, poiché, in questa occasione il gruppo scultoreo rappresentante la Madonna della Visitazione viene portato in spalla dalla confraternita delle Cappe Turchine, così dette per il colore della casacca che indossano. Da oltre quattrocento anni le Cappe Turchine fanno rivivere ogni anno questa tradizionale festa religiosa.
La processione della sera del 2 luglio a Loano è particolarmente suggestiva perché vede sfilare confraternite che giungono da tutta la Liguria con i loro crocifissi, quasi in gara fra loro nei suntuosi addobbi alla figura del Cristo e dei "canti", ovvero le estremità della croce. I "canti" sono impreziositi da fiori di mille forme su lunghi steli, palme, rami fra volute d'argento e frusciano musicalmente al passo del portatore ed ancor più quando nel cambio sono sollevati di scatto per essere passati a chi gli subentra. Nella processione emerge in alto sulla folla, il gruppo statuario formato dalla Vergine con S. Elisabetta, da S. Giuseppe e S. Zaccaria, ricoperti degli ori donati per grazia ricevuta o invocata.
Durante la processione sui davanzali delle finestre delle case nel centro storico vengono posti dei lumini accesi che creano una suggestiva atmosfera.